Il mio nuovo mp3 è molto carino. E' viola, ha 16gb di memoria. Può contenere anche i video. Peccato che ci metta sei ore a capire quale canzone voglio ascoltare; se facesse anche le foto sarebbe perfetto.
Comunque, STAVOLTA ho davvero finito di lavorare. Dovrei laurearmi nei prossimi mesi, al massimo un annetto. Forse entro come bassista in un gruppo, se riesco a imparare a suonarlo decentemente nelle prossime 48 ore. Dovrebbero pubblicare il mio primo romanzo per dicembre, gennaio. Ho quasi 24 anni; direi che finora sono andata benino. Avrei potuto laurearmi prima, certo, o concludere prima il romanzo, o buttare almeno qualche idea decente per il secondo, visto che finora sembra la poltiglia che resta sul fondo della tazza di tè quando ci cade dentro un biscotto. Ma almeno vivo da sola. E ho abbastanza tempo per sopravvivere economicamente e trovarmi qualcosa di meno impegnativo. Immagino che in questo momento non ci sia qualcosa di cui possa davvero lamentarmi, della mia vita; devo mica inquietarmi?
M'hanno rubato l'mp3. Era vecchio di 3 anni e a volte non si accendeva. La batteria si scaricava sempre più presto. Era graffiato, sporco, e la finta pelle della custodia quest'estate ci si è sciolta sopra. Inoltre, le cuffie erano praticamente consumate e si sentivano sempre peggio. Avevo deciso di cambiarlo già da qualche tempo.
Voglio stringere la mano a chi me lo ha rubato.
Sono andata a vivere da sola. Il mio bagaglio: il basso, una bottiglia d'assenzio e il pc. Data la momentanea assenza di rete, ne ho approfittato per studiare. E ho cominciato a pensare Perdio, non finirò MAI.
Ma fra il lavoro, le paturnie dell'editore, la spesa da fare e quella squallida imitazione di vita sentimentale che vuole abortirsi da sola sempre di più ogni volta che lui cerca di avere a che fare con me [l'imbecille], non solo non me ne frega, ma al prossimo esame andrò dalla docente e comincerò a cantare Quella Cavalla lì non è la stessa più finché le guardie, mosse a pietà, non mi butteranno fuori.
In realtà, a me piace studiare: è mettermi lì e parlare di quello che so con una manica di stronzi che mi causa problemi. Sono troppo sensibile, credo, per sopravvivere ai loro sguardi che giudicano. Ma se lascio che le mie sopracciglia crescano ancora un po' diventerò cieca e risolverò il problema alla radice. Mi vedo già i titoli: Donna sopraccigliuta si perde per Napoli Sotterranea convinta che sia il DìPerDì dopo aver passato un esame dimmerda. Non avrei mai pensato di fare questa fine. Addio, addio, è stato bello, ricordatemi così.
Oroscopo:
"Che farai a mezzogiorno del 1 settembre 2014? Chi sarai? Fino a che punto avrai realizzato i tuoi sogni? Al servizio di che tipo di bellezza, verità, amore e giustizia ti sarai messo? I casi sono due. Ricordando il periodo dal 27 agosto al 21 settembre 2009, potrai dire con rammarico: “Ah, se avessi fatto partire il mio Grande piano quinquennale in quel momento favorevole…”. Oppure potrai pensare: “In questi ultimi cinque anni sono diventato davvero padrone della mia vita” "
A giudicare dal modo in cui stamattina sono strisciata rantolando fuori dal letto, l'opzione futura è abbastanza intuibile. Continuate a ripetermi che ce la posso fare. Io non mi sono ancora ripresa da Budapest, pensate un po' voi. Altro che diventare padrona della mia vita, avrei bisogno almeno di un'altra vacanza.
Vorrei poter dire che a questo mondo esistono forze avverse, ma non è vero: siamo noi a renderle avverse per voglia di vittimsmo.
Ammetto che studiare Filosofia dell'Estetica quando non è previsto nella mole di esami che ancora devo fare, e ignorare bellamente Letteratura Francese, non mi aiuta nel perseguire la filosofia dell'energia positiva, ma posso sempre riprovare domani.
Qualcosa in me sta cambiando.
Sono in completa metamorfosi.
Magari poi alla fine non cambia un cazzo.
Ma sarà divertente vedere dove arrivo.
Vedere Brian Molko e nascondermi poi nei cessi chimici nel tentativo di sfuggire alla sua guardia del corpo é una di quelle esperienze che ancora mi mancavano. Mi resta da fare il trekking in Slovenia, ottenere la laurea e giocare a frisbee sul tetto dell`universitá. Credo che le ultime due cose non vadano proprio d`accordo, ma nella vita non si puó mica accontentare tutti.
E comunque non é che abbia fatto chissá che. Ho solo urlato. So che molti di voi stanno pensando ´appunto´, lo sento, quindi smettetela immediatamente.
Le Mont Blanc, parliamone: cinquecento e passa euro per una penna. L'altro giorno ne ho discusso al lavoro ma ancora non l'ho digerita. Cinquecento euro e passa per una penna di merda! Non ci posso ancora credere. La mia vita sta assumendo un senso nuovo, diverso, e orribile, solo perché c'è gente che fomenta 'ste stronzate. E me la mostrava orgoglioso, pure! Come se fosse una cosa carina! Di fronte alle mie sopracciglia aggrottate, è partita la discussione (per la serie stiamo lavorando, peraltro)
"Eh ma è uno status symbol. Tu sfoggi una Mont Blanc e pensano che c'hai i soldi"
Io no: vedo che c'hai una Mont Blanc e penso che sei pirla, quando puoi avere una penna a venti centesimi. Quaranta se vuoi fare lo sborone e prendere la penna bic di quelle col tappo che non si sforma all'istante, poi basta. Sfatiamo questo mito che una cosa, perché costa tanto, vale altrettanto. Non è vero, va bene?! Non è vero! Non si possono spendere cinquecento euro per una penna, per un paio di scarpe (proprio io parlo, sì), un vestito, una borsa. Non è una questione di marca, ma di principio; non si può, andiamo. Lo trovo vergognoso.
"Eh ma guarda com'è bella"
Sì? Ma se è lucidissima, basta un tocco che sembra si sporca. Scivola pure. Ha la stessa forma del mio mascara, poi. Sei contento di girare con un falso mascara in tasca? Bravo.
"Eh ma guarda come scrive bene..."
Sì? Fammi provare, dammi qua.
...
Non voglio sembrare di parte, eh. Ma a Roma ho rubato una penna in un albergo che scrive meglio, guarda com'è scorrevole. La mia penna farlocca del gruppo Roscioli Hotels, come la amo. Vorrei inviare loro una mail solo per chiedere dove diavolo le prendono. Ha un bell'inchiostro nero che scivola via come se fosse olio, è una penna leggera, agile, veloce. Non è un pataccone, che peraltro scrive pure maluccio, sembra che abbia l'inchiostro già mezzo secco. Ma poi, io scrivo a penna la maggior parte del tempo. Io lavoro scrivendo. Ho bisogno di una penna che mi permetta di scrivere veloce, per riuscire a stare dietro al flusso dei miei pensieri. Mi spieghi come faccio a scrivere con un pataccone di sei chili che scrive male? Tanto vale comprare una Staedler e attaccarci un peso sopra, prendere una di quelle penne da dieci centesimi, arancioni e nere, che sembrano uscite dall'inferno stesso, e prendersela con quelle, calpestarle quando si scaricano e così via. E' evidente che le Mont Blanc non sono pensate per chi scrive davvero, ma per quelli che scrivono per finta, così, che devono fare gli intellettuali superiori/borghesi. Non a caso molti usano le Mont Blanc solo per firmare contratti. Penso seriamente che le Mont Blanc siano un segno di superficialità e stupidità inquietante. No, ma davvero. Non si può fare. Non è giusto, non è normale, non è sano. Le penne devono fare le penne. Io quei soldi non li spendo neanche per lo Sziget, piuttosto ci vado col carretto trainato da un asino.
"E se te la regalano?"
Me la tengo a casa. Si congelerà l'inferno prima che mi decida ad andarmene in giro con una Mont Blanc. Anche perché la mia borsa è già in equilibrio precario: un peso simile la distruggerebbe. Non posso tenere una penna che pesi più del quaderno, insomma.
Risultato: come al solito sono la povera pirla soloinvidiosa delle persone che contano e che possono permettersi certe penne. Ho sospirato e scosso la testa. Con certa gente non vale proprio la pena di sprecare il fiato, davvero.
Non posso crederci! Sono alle soglie della laurea in Regia (ochei, la specialistica sarà quella, datemi fiducia) e NON posso iscrivermi al Conservatorio. Una non può avere l'aspirazione tardi? Non può suonare il contrabbasso? Mavvaff... ah. Che dolore alle tempie. Non penso che sia giusto. Insomma, da me si possono iscrivere anche gli ultraottantenni, vado a fare gli esami con i nonni privatisti e io che sto appena diventando frollata niente, mi trovano il pecco. Che vuol dire? Che dopo Regia potrò beccarmi solo Scienze Criminali? Lo sapevo che Giurisprudenza era la strada giusta per me. Prima o poi avrei dovuto arrendermi all'evidenza: il mio vero destino era fare l'avvocatessa spaccamaroni sottopagata con le occhiaie fino ai piedi. Ora invece sono solo la segretaria spaccamaroni sottopagata eccetera, che è diverso: da segretaria la giacca da avvocato non ha molto senso. Sì, comunque ochei, a parte gli scherzi, sto pensando di prendere più di una laurea; non vedo perché limitarmi ad averne una sola e pretendere di campare con quella, cosa che comunque non sarebbe possibile, quando posso coronare uno dei sogni della mia infanzia (dopo quello di fare la scrittrice) e diventare Pico De' Paperis rediviva. Vi aggiornerò. La laurea dovrebbe comunque arrivare per Marzo, Aprile, se mi va di culo. Argomento della tesi? Non posso anticiparvi tutto ma vi lascio solo un nome: Borat. Abbiate MOLTA paura.
"Secondo te è etico farsi svariati chilometri in treno per una sola scopata?"
"Dipende dalla scopata. Ma se non ne vale la pena dopo puoi sempre ucciderlo."
Più o meno. La vera parte divertente è stata scrivere la lista delle cose da portare. C. (iniziale da nome di fantasia) voleva cavarsela con uno zainetto, ma dopo mezza pagina in cui elencavo i soli prodotti per capelli ha capito che o affittava un furgoncino o lo convinceva a scendere a Napoli e farlo direttamente da Sephora. In tutto questo, continuo a lavorostudiare. Due parole orribili di due concetti altrettanto orribili. Era inevitabile che diventassero un connubio. Schifo. Bè, comunque in tutto questo mi pagheranno uno dei romanzi. Per pubblicarlo, non per smettere di scrivere. Ma attualmente trovo più complicato bere il caffè arabo senza farmi uccidere dai fondi. Se poi mi pubblicano davvero, bè, non so quanto mi cambierà la vita ma almeno avrò qualcosa di cui parlare quando la conversazione langue.
Tornata da Roma. Quelli che disegnano i souvenir della città dovrebbero essere denunciati in massa: come si fa? Sono tremendamente tamarri, non c'è niente da fare. Mi hanno fatto venire il latte alle ginocchia.
Da che sono tornata c'ho il mento spatasciato: da lunedì son costretta a dire che sono caduta mentre camminavo, ma sappiamo tutti com'è andata. Vero? Oh, bè. Io e la piccola Nilde su questo siamo tremendamente riservate, mi conoscete: mezzo whisky e vi racconto tutto.