martedì, 30 giugno 2009
"Secondo te è etico farsi svariati chilometri in treno per una sola scopata?"
"Dipende dalla scopata. Ma se non ne vale la pena dopo puoi sempre ucciderlo."
Più o meno. La vera parte divertente è stata scrivere la lista delle cose da portare. C. (iniziale da nome di fantasia) voleva cavarsela con uno zainetto, ma dopo mezza pagina in cui elencavo i soli prodotti per capelli ha capito che o affittava un furgoncino o lo convinceva a scendere a Napoli e farlo direttamente da Sephora. In tutto questo, continuo a lavorostudiare. Due parole orribili di due concetti altrettanto orribili. Era inevitabile che diventassero un connubio. Schifo. Bè, comunque in tutto questo mi pagheranno uno dei romanzi. Per pubblicarlo, non per smettere di scrivere. Ma attualmente trovo più complicato bere il caffè arabo senza farmi uccidere dai fondi. Se poi mi pubblicano davvero, bè, non so quanto mi cambierà la vita ma almeno avrò qualcosa di cui parlare quando la conversazione langue.
Scritto da Idraelen | alle ore 07:42
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mercoledì, 17 giugno 2009
Tornata da Roma. Quelli che disegnano i souvenir della città dovrebbero essere denunciati in massa: come si fa? Sono tremendamente tamarri, non c'è niente da fare. Mi hanno fatto venire il latte alle ginocchia.
Da che sono tornata c'ho il mento spatasciato: da lunedì son costretta a dire che sono caduta mentre camminavo, ma sappiamo tutti com'è andata. Vero? Oh, bè. Io e la piccola Nilde su questo siamo tremendamente riservate, mi conoscete: mezzo whisky e vi racconto tutto.
Scritto da Idraelen | alle ore 20:23
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sabato, 13 giugno 2009
60.000 visite? Quand'è successo?
Siccome sto partendo per una conferenzuola, festeggerò ai Parioli con champagnino e tacco 12 - per tipo cinque secondi, prima di fuggire urlando dalle stupidottere folle. Ci si becca lunedì.
Scritto da Idraelen | alle ore 07:40
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venerdì, 05 giugno 2009
Questo blog vuole complimentarsi ufficialmente con il Ministro Roberto Calderoli per la sua dichiarazione.
Nessuno credeva che fosse possibile dire o fare di peggio, ma ehi, grazie per averci ricordato che siamo dei poveri illusi.
Scritto da Idraelen | alle ore 21:41
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mercoledì, 03 giugno 2009
Troll, secondo Wikipedia:
Nel gergo di Internet, e in particolare delle comunità virtuali come newsgroup, forum, mailing list o chatroom, per troll si intende un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati. Spesso l'obiettivo specifico di un troll è causare una catena di insulti (flame war); una tecnica comune consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e arrogante su una questione già lungamente (e molto più approfonditamente) dibattuta, specie laddove la questione sia già tale da suscitare facilmente tensioni sociali (come un'annosa religion war). In altri casi, il troll interviene in modo semplicemente stupido (per esempio volutamente ingenuo), con lo scopo di mettere in ridicolo quegli utenti che, non capendo la natura del messaggio del troll, si sforzano di rispondere a tono. Dal sostantivo troll si derivano, sia in inglese che in italiano, forme derivate come il verbo trollare ("comportarsi come un troll"), o essere trollato ("cadere nella trappola di un troll" rispondendo a tono alle sue provocazioni).
Ma la mia preferita resta la versione di Nonciclopedia, esplicativa quanto basta: Qui
Scritto da Idraelen | alle ore 23:40
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mercoledì, 03 giugno 2009
La dottoressa mi ha detto che tengo troppe cose dentro; che cadere in queste megacrisi in cui scoppio a piangere per strada e prendo a testate il muro sono le conseguenze di quello che non dico. Da oggi in poi, quindi, devo dire tutto a tutti senza farmi problemi, senza pensare, senza pietà. Più del solito, cioè. Devo proprio spegnere la parte Scorpione del mio carattere. L'unico guaio è che io parlo solo con persone intelligenti, ma come glielo spiego? Ha due lauree e ancora non ha capito cosa fare dei suoi capelli.
Scritto da Idraelen | alle ore 20:58
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venerdì, 29 maggio 2009
Credo di essere finalmente arrivata alla crisi depressiva che tutti aspettavamo con ansia; adesso mi serve solo un bravo medico che, impietosito dalle mie condizioni, decida di imbottirmi di Xanax fino al ricovero.
Non ce la faccio più.
Scritto da Idraelen | alle ore 06:50
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domenica, 24 maggio 2009
E' bastato che il sole smettesse di essere opposto perché finissi a Firenze per un casting, poi ad Ischia per un funerale (il funerale che tutti speravamo non avesse mai luogo) ed essere invitata a Roma (di nuovo!) per un'altra pubblicazione. Ne ho due in una settimana. Temo dovrò vedere gli orari dei treni. In tutto questo, i miei genitori sono partiti per l'ennesima Riunione di Famiglia e ho la sensazione che il lavoro sta andando a rotoli dall'esatto istante il cui il Colui che bazzica da quelle parti ha cercato di usare il mio reggiseno come porta accendino. Il mio reggiseno ancora pieno, ovviamente.
Secondo voi le Galapagos sono abbastanza lontane? Quando ho chiesto al mio Trombamico Saltuario (quello che se mi va bene si fa sentire ad ogni morte di papa) una soluzione semplice ed indolore perché nel raggio di un km dal lavoro ci sia gente normale, perché passi almeno uno dei quattro esami che ho a luglio e perché riesca a provare un orgasmo decente, senza pensare ai capelli che mi vanno in faccia o all'allergia che mi fa starnutire anche in quegli ambiti o al fatto che riempio la mia vita di mille stronzate, lui ha detto:
"Emigra su Marte"
E' bello essere capiti.
Scritto da Idraelen | alle ore 08:08
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venerdì, 15 maggio 2009
Ultimamente mi arrabbio troppo, e solo per delle stronzate. A guardarmi da lontano sembro una vecchia che cerca di scopare (cit.).
Mi sono resa conto di non volere niente, a parte la pace neurale. Ma più ci penso più mi rendo conto di chiedere TROPPO. Smettere di pensare a mille stronzate per me sarebbe mille volte più difficile che smettere di fumare. Anche se col fumo ci sono riuscita, ma ehi, mai porre limiti alla provvidenza.
Scritto da Idraelen | alle ore 14:51
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lunedì, 20 aprile 2009
Oggi è il 20 aprile. Sono le otto del mattino. Ho 23 anni. Avrei voluto essere una bambina prodigio, ma non c'è mai stata occasione. Sono diventata vecchia provandoci. Ho 23 anni. Santo cielo. Quando ne avevo diciotto pensavo che a quest'ora avrei raggiunto come minimo Hollywood. Sono sognatrice - sempre stata - ma non è questo il punto, no, io volevo di più. Volevo che gli altri pensassero che avessi qualcosa di speciale, di diverso, di unico. Vivo in mezzo a gente che mi considera banale. Vengo corteggiata da ragazzi stupidi e poco avvenenti che non hanno idea di chi sia io davvero. Solo tre ragazzi mi hanno capita davvero:
Il primo ha detto che Daniele Luttazzi avrebbe dovuto scrivere un monologo di quattro ore sulla mia vagina,
Il secondo mi ha paragonata ad una voce che canta,
Il terzo ha detto che sono tritolo nel cervello, pronto ad esplodere;
gli altri se lo sapessero riderebbero e basta. L'ultimo mi faceva letteralmente schifo. Se ci penso smetto di mangiare, infatti la dieta sta funzionando grazie a lui. Che schifo, giuro. M. dice che è strano che io non abbia un uomo, ma sono io che non ne voglio. Sono tutti brutti, puzzolenti, presuntuosi, non mi danno stimoli, non hanno neanche cazzi grandi - ochei, non hanno niente. Ho 23 anni e non posso lasciarmi andare a compromessi. Volevo diventare una bambina prodigio perché pensavo che gli altri mi avrebbero voluto bene. Perché mi sembrava di non poter offrire altro. Adesso sono gli altri a sembrarmi pochezza. Immagino che sia questa la vecchiaia di cui avevo paura.
Scritto da Idraelen | alle ore 07:26
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